Lettera aperta alla gente del Tango

di Tete Rusconi
(traduzione di Giuseppe Blanco)

 

L´ 11 dicembre si festeggia, qui a Buenos Aires, il Giorno Nazionale del Tango: in questo giorno chi vi parla si rivolge con il più grande affetto e rispetto a tutti coloro che su questa terra hanno imparato, in un modo o in un altro, ad amare il tango tanto quanto noi lo amiamo.
Io, Tete, vorrei che voi poteste ballare il tango nel modo migliore, per trovare soddisfazione in una musica che è così piena di passione.
Il tango è un sentimento: non è difficile imparare a ballare, ma allo stesso tempo non è facile.

Però non si ballano figure o passi, si balla la musica.
Non conosco ballerino o posto al mondo che abbia ballato senza musica.
Non si può restare nell´equivoco così a lungo: in questo modo non imparerete mai a ballare.
Siete voi a scegliere i maestri e i professori da invitare.Provate a vedere il tango da un altro punto di vista: provo a spiegarmi.
Il tango è e sarà sempre musica, imparare a camminarla, ad ascoltarla, a sentirla, fino a che si trasformi in qualcosa di proprio, da cui non ci si può più staccare.

Da questo momento ogni persona, ogni ballerino prenderà il suo stile, uomini e donne. Basta quindi con gli imbrogli; non comprate modi ripetuti, comprate il tango.
Perché non andate di più nelle milonghe di Buenos Aires?

Perché lì la gente milonguera veramente balla: sono loro che hanno insegnato a ballare alla generazione attuale. Adesso la strada che si é intrapresa sembra essere un´altra, che fa apparire un tango diverso, un tango cammuffato.
Per il bene del tango e per il bene di tutti, con il cuore in mano vi dico,
signori, ballate la musica.


Perché la musica è il tango!


Vi lascio con molto affetto, la mia compagna e io. Ballate bene e buon viaggio!

TETE e SILVIA