Ci sono nomi che sono già soprannomi.
Quando Speranza entrò nella scuola di tango lui non lo sapeva, noi nemmeno ma il tango sì.
Il tango stava lì, confuso coi principianti che principiavano, affamati e assetati di passi, di musica, di metri di milonga. Il tango stava lì e se la rideva, mentre Speranza come tutti noi prendeva la botta in testa.
E’ una cosa precisa, che arriva in un momento preciso, la botta in testa: può succedere alla prima lezione, o anche prima, qualche volta, raramente, molto dopo, ma succede. E la vita – come il tango – si divide in prima della botta in testa e dopo la botta in testa ...
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