Storia de El CHOCLO
a cura di Farolit

LA MUSICA DE EL CHOCLO appartiene alle origini del tango.

Composto da Angel Gregorio Villoldo nel 1905 El choclo fu, infatti, uno dei primi tanghi ad arrivare in Europa con gli spartiti che la nave scuola argentina Sarmento, in viaggio promozionale, distribuiva in quello stesso anno nei porti del Vecchio Continente e fu anche uno dei primi tanghi ad essere inciso su dischi.

E già nel titolo El Choclo (La Pannocchia) rivela interessanti curiosità; per lungo tempo infatti ad esso si attribuì, falsamente, un esplicito doppio senso sessuale che in realtà non ebbe mai.

"El Choclo" era invece, più semplicemente, il soprannome di un personaggio di Buenos Aires tale Josè L. Roncallo, caro amico di Villoldo e frequentatore delle strade Unin e Lavalle, il quale era appunto detto el choclo (la pannocchia) per il colore e la foggia particolare dei capelli: un ciuffo biondo che ricordava la barba della pannocchia.
El choclo dunque, come recita la dedica sullo spartito, è un omaggio che Villoldo dona all'amico Josè. Una musica beffarda e accattivante, quella de' El choclo, tipica dei tanghi di Villoldo. La ritroviamo infatti ne' La Morocha (La Bruna) altro celeberrimo tango di Villoldo insieme a El choclo , ne' El pechador (Lo scroccone), ne' El Porteñito , per citarne alcuni.

Questi tanghi sono tutti ritratti musicali, satirici e pittoreschi che ben riproducono lo spirito di quell' epoca. E, a ben pensarci, Villoldo stesso somiglia a uno dei personaggi da lui descritti.
Ma le PAROLE de EL CHOCLO saranno coposte molti anni dopo la musica e da un altro padre del tango:

Enrique Santos Discépolo (1901-1951) soprannominato Discepolìn per la sua figura esile, detto El naso per il suo naso pronunciato ma soprattutto considerato "il filosofo del tango".
E' suo infatti l'inflazionato aforisma " Il tango è un pensiero triste che si balla ". Discepolo è stato considerato il massimo esponente dell'impegno politico del tango. E' l'argentino che meglio ha espresso il malessere del cosiddetto "decennio infame "1930-40 del periodo del Golpe.

Probabilmente per questo i suoi tanghi, musica e testi, trasudano scetticismo e humor nero e una visione amara del mondo in cui i sognatori sono sempre incompresi ed emarginati, in cui chi è generoso fallisce.
Sono suoi: Cambalache, Esta noche me emborracho, Yira yira, Uno, Cafetin de Bueos Aires e naturalmente El Choclo.

su Discepolo:

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La filosofía en moneditas QUI >>
Historia de un poeta del sentimiento QUI >>
citazioni portegne QUI >>


IL TESTO de' EL CHOCLO
è un tango sul Tango, trae ispirazione direttamente dalla musica accattivante composta da Villoldo (tango burlon y compadrito) e dal personaggio stesso di Villoldo, che racchiude in sé la l'essenza vera del tango e della sua origine.
I versi di Discepolo descrivono una musica beffarda e un personaggio che, nati nel fango sordido del sobborgo, varcano l'oceano con la loro identità e che, con l'ambizione, con la forza del talento, con le figure di un ballo che è un vanto, si fanno strada e portano un po' di Buenos Aires a Parigi; fanno conoscere una musica che è anche una nuova maniera di esprimere l'amore, una maniera che mescola la rabbia, dolore dell'assenza, il pianto e l'innocenza perduta in un ritmo senza età che non tramonta mai.
L'amarezza filosofica di Discepolo si stempera così in un ritratto lodativo rivolto al tempo stesso al tango ed a Villoldo che lo rappresenta.
" Tango Querido " dirà ad un certo punto Discepolo, quasi che il tango più che un pensiero che si balla sia un evocazione che consola al solo immaginarla.

 

EL CHOCLO

Con este tango que es burlón y compadrito
se ató dos alas la ambición de mi suburbio;
con este tango nació el tango, y como un grito
salió del sórdido barrial buscando el cielo;
conjuro extraño de un amor hecho cadencia
que abrió caminos sin más ley que la esperanza,
mezcla de rabia, de dolor, de fe, de ausencia
llorando en la inocencia de un ritmo juguetón.

Por tu milagro de notas agoreras
nacieron, sin pensarlo, las paicas y las grelas,
luna de charcos, canyengue en las caderas
y un ansia fiera en la manera de querer...

Al evocarte, tango querido,
siento que tiemblan las baldosas de un bailongo
y oigo el rezongo de mi pasado...
Hoy, que no tengo más a mi madre,
siento que llega en punta 'e pie para besarme
cuando tu canto nace al son de un bandoneón.

Carancanfunfa se hizo al mar con tu bandera
y en un pernó mezcló a París con Puente Alsina.
Triste compadre del gavión y de la mina
y hasta comadre del bacán y la pebeta.
Por vos shusheta, cana, reo y mishiadura
se hicieron voces al nacer con tu destino...
¡Misa de faldas, querosén, tajo y cuchillo,
que ardió en los conventillos y ardió en mi corazón.

ASCOLTA EL CHOCLO clicca qui
Canta Aida Albert accompagnata alla chitarra da Fernando Tavolaro


Leggi QUI articolo su "I cento anni de EL CHOCLO"

"Al evocarte, tango querido ,
siento que tiemblan las baldosas de un bailongo..."


"Quando ti penso, tango mio caro,
sento vibrare sotto i piedi il pavimento della sala da ballo…"



Ci piace fare nostra che questa "invocazione" di Discepolo al Tango ed estenderla ai pensieri che esso evoca in tutti coloro che si trovano nel Tango:
per chi lo balla e chi lo ascolta, per chi lo impara o chi lo insegna, chi lo suona o lo canta, per chi lo guarda o lo legge…

Tango: più che un pensiero triste... un pensiero querido .

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