Omaggio a Homero Manzi

a cura di Farolit
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"Manzi encarna, más que ningún otro, la presencia de la poesía en la letra del tango” Julio Nudler


Manzi incarna come nessun altro la presenza della poesia nei testi del tango. Fu un poeta e senza ma pubblicare un libro di poesia. Lo strumento della sua poetica fu sempre la canción, dai motivi camperi alla la musica urbana, quella in cui raggiunse la sua maggiore realizzazione.
In questo modo godette di un’enorme popolarità senza dover rinunciare alle sue convinzioni di poeta.
Ricorse alla metafora, persino surrealista, però non s’inoltrò troppo in questo cammino, che forse avrebbe reso difficile la comprensione del suo mensaggio all’uomo comune.
Non utilizzò il lunfardo per esprimersi, pensò un compromesso popolare per la sua opera letteratia. A differenza di quelli di altri grandi autori, i suoi testi non offrono cronache della realtà sociale ne impartiscono ordini morali. I suoi versi sono pieni di nostalgia, come il tango stesso.
Attraverso essi Manzi lancia uno sguardo colmo di tenerezza e compassione verso gli esseri e le cose. Il suo tango "Sur", del 1948, con la musica di Troilo, probabilmente opera suprema del genere in quella splendente decade, riassume il sentire più profondo della sua opera.

Homero Nicolás Manzione, come veramente si chiamava, nacque da madre uruguaiana e padre argentino (si dirà “proprio come il tango”) ad Añatuya, uno scalo ferroviario di Santiago del Estero, una specie di provincia desertica del nordest argentino, il 1º Novembre del 1907. Lí suo padre tentava la fortuna come discreto possidente terriero
A sette anni Homero era già trasferito a Buenos Aires, per iniziare la sua educazione al collegio Luppi, nell’umile e discreto barrio de Pompeya.
Ogni elemento di quel paesaggio (dal largo muraglione che seguiva il cammino della scuola fino al terrapieno ferrocarrabile, in una magica riunione di ciudad e pampa) rimarrà impresso in alcuni suoi testi successivi come "Barrio de tango" (de 1942) e "Sur".

Il Vals "Porqué no me besas?", de 1921 scritto a soli 14 anni, fu il suo primo e dimenticato brano, con la musica de Fracisco Caso, colui che anni dopo unirà Manzi con Troilo. Naceva così uno dei più lucidi binomi autorali del tango. Tra il 1948 e il 1950, insieme ad Aníbal Troilo Manzi creeà le sue composizioni capitali: Sur, Che bandoneón e Discepolín.

La prematura morte di Manzi, vinto da un cancro il 3 de maggio del 1951, fu pianta da Troilo con "Responso" , un commovente tango strumentale. Lo stesso musicista geniale e un Manzi agonizzante insieme avevano reso un tributo ad un altro grande paroliere fondamentale Enrique Santos Discepolo, con un altro tango antologico: "Discepolín". Discepolo morì prima che finisse lo stesso anno.

Un apporto decisivo di Manzi alla musica rioplatese fu il ringiovanimento e la gerarchizzazione della milonga, genere che convive con il tango come un testimone delle sue origini. Insieme al pianista Sebastián Piana scrisse nel 1933 grandi classici, come "Milonga sentimental", "Milonga del 900" e "Milonga triste" cantate da Carlos Gardel. Piana e Manzi sono autori di tanghi come "El pescante" e "De barro", e di un vals di singolare bellezza: "Paisaje", senza dimenticare "Viejo ciego", la cui musica successiva al poema fu aggiunte da Piana e da Castillo.

Un altro aspetto particolare dell opera di Manzi fu la sua mimetizzazione con la febbre romantica che contrasse il tango negli anni 40, tendenza alla quale sono legati pezzi di straordinario come "Fruta amarga", "Torrente", "Después", "Ninguna" o "Fuimos" In questo ultimo scritto, con l’ispiratissimo bandoneonista José Dames, Manzi costruì un poema di immagini enormemente audaci ("Fui como una lluvia de cenizas y fatigas / en las horas resignadas de tu vida...") per una canzone popolare e, di fatto, "Fuimos” affascinò il pubblico e gli interpreti collocandosi come un paradigma di tango complesso ed esteticamente ambizioso.

Dalla estesa e ricca produzione di Manzi si staccano, come minimo, una manciata di tanghi eccellenti, non in piccola misura debitori anche alla qualità dei musicisti che questo poeta elesse los come compagni di creazione.

Nessuna antologia di tango può dimenticare: "Monte criollo", con Francisco Pracánico; "Abandono", con Pedro Maffia; "Malena", "Solamente ella", "Mañana zarpa un barco" y "Tal vez será mi alcohol" (che la censura costringerà a diventare "Tal vez será su voz"), con Lucio Demare; "Recién", con Osvaldo Pugliese; "En un rincón", con Héctor María Artola; "Fueye", con il cantante Charlo; "Manoblanca", sopra una vecchia pagina di Antonio De Bassi; i vals "Romántica", con Félix Lipesker y "Romance de barrio", con Troilo, y sopra tutti due tanghi definitivi: "El último organito", con su figlio Acho, e "Che, bandoneón", con Troilo.


I 44 anni che visse Manzi gli bastarono anche per esercitare il giornalismo (nella rivista Radiolandia e nel Diario de Crítica.), l’insegnamento e per fare incursioni nel cinema (come sceneggiatore eregista). E anche per un intensa avventurosa militanza politica che si concluse con la sua adesione al peronismo.
I testi di tango furono tuttavia il il suo vero elemento, quello che oggi lo mantiene vivo.

(testo tratto e tradotto dall' articolo di Julio Nudler su Todotango QUI )

LINKS UTILI SUL CENTENARIO DI MANZI

http://www.esquinahomeromanzi.com.ar/index_espaniol.htm

http://faitango.wordpress.com/2007/11/01/centenario-de-homero-manzi/

http://www.pagina12.com.ar/diario/suplementos/espectaculos/2-8147-2007-11-01.html

http://www.clarin.com/diario/2006/12/29/sociedad/s-05102.htm

 

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Basta una opera come Sur per descrivere Homero Manzi como un uomo di Buenos Aires, con amor per la sua terra, e con la convinzione che la tradizione sia la fonte naturale per al fisionomia di un popolo



Anibal Troilo - Omaggio a Manzi


Palabras de Anibal Troilo en un homenaje a Homero Manzi
y una espontanea interpretacion de "Sur" (1975)





SUR

(clicca e ascolta)

Letra: Homero Manzi
Música
: Aníbal Troilo
Canta: Roberto Goyeneche


San Juan y Boedo antigua,
y todo el cielo,
Pompeya y más allá la inundación.
Tu melena de novia en el recuerdo
y tu nombre florando en el adiós.
La esquina del herrero, barro y pampa,
tu casa, tu vereda y el zanjón,
y un perfume de yuyos y de alfalfa
que me llena de nuevo el corazón.

Sur,
paredón y después...
Sur,
una luz de almacén...
Ya nunca me verás como me vieras,
recostado en la vidriera
y esperándote.
Ya nunca alumbraré con las estrellas
nuestra marcha sin querellas
por las noches de Pompeya...
Las calles y las lunas suburbanas,
y mi amor y tu ventana
todo ha muerto, ya lo sé...

San Juan y Boedo antiguo,
cielo perdido,
Pompeya y al llegar al terraplén,
tus veinte años temblando de cariño
bajo el beso que entonces te robé.
Nostalgias de las cosas que han pasado, arena que la vida se llevó
pesadumbre de barrios que han cambiado
y amargura del sueño que murió.



San Juan e l'antica Boedo,
e tutto il cielo,
Pompeya e oltre la palude
Il tuoi capelli di ragazza nel ricordo
e il tuo nome fluttuava nell'addio
L'angolo del fabbro, fango e pampa,
la tua casa, il tuo viottolo, il fosso
e un profumo di erbe di alfalfa
che mi riempie il cuore di nuovo.

Sud,
muraglione e poi...
Sud,
la luce di un bar ...
Mai più vedrai come una volta,
appoggiato alla vetrata
che aspetto te.
Mai più ilumineremo con le stelle
le nostre passeggiate senza querele
per le notti di Pompeya...
Le strade e le lune suburbane,
e il mio amore e la tua finestra
tutto è morto, già lo so...

San Juan e Boedo antico,
cielo perduto,
Pompeya e all'approssimarsi al terrapieno,
i tuoi ventanni tremando di tenerezza
sotto il bacio che allora ti rubai.
Nostalgia delle cose che sono passate, polvere che la vita ha portato via
pena dei barrios che sono cambiati
e amarezza del sogno che morì

  


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