TANGO QUERIDO


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Il Lunfardo
Flores - Contursi

a cura di Gianni Rando


Il LUNFARDO è linguaggio di Buenos Aires, strettamente legato alla sua storia, è il linguaggio del Tango!

L'alluvione migratoria portò nella città di Buenos Aires idiomi e dialetti di ampio spettro che impiegavano parole che cominciarono a circolare negli arrabales e nei conventillos (ovvero nei quartieri di periferia e nei casermoni ove vivevano molte famiglie in condizioni misere)Il porteño orillero ( ovvero l'abitante dell'estrema periferia di Buenos Aires) le ascoltò con fastidio, poi con curiosità. In fine le trovò belle, e come per gioco, cominciò a inserirle allegramente nella sua parlata quotidiana così come le sentiva o trasformandole con ingegnosi incroci con le proprie parole. Nasceva così il Lunfardo.Mentre nella generalità dei paesi Ispanoamericani la lingua parlata rimane molto vincolata allo spagnolo, l'Argentina ha un suo proprio linguaggio consolidato che si differenzia dagli altri linguaggi non solo per la struttura e la pronuncia ma anche per la costante creazione di nuove parole, nuove espressioni e innumerevoli modi di dire.Risulta proprio invano che nelle scuole si insegni ai ragazzi a dire " tu eres" oppure "calla tonto" (" tu sei" oppure "zitto scemo") perchè quando escono da scuola, per strada, diranno "vos sos" o " cayate, gil".
[Athos Espìndola, Diccionario del lunfardo, Buenos Aires, Planeta 2002]

lessico del lunfardo su todotango


Caledonio Esteban Flores
El naif

[ 1896-1942]


Celedonio Esteban Flores , "El Negro Cele", umile personaggio del basso dallo stile ingenuo, abbondante di lunfardismi. La sua poesia è ricca di rimproveri moralisticarichi di scherno, rivolti al guappo o alla donna che la vita ha trasformato.I versi di Flores affrontano anche il tema sociale e hanno il merito di documentarci l'ambiente popolare dell'epoca, i problemi della gente di quartiere e le loro illusioni.

[Meri Lao "T come Tango" Roma, Melusina Editrice, 1997]

più informazioni su Todotango



Proponiamo qui l'analisi di tre celebri tanghi, tre poesie di Celedonio Esteban Flores rispettivamente "Mano a mano" "Muchacho" e "Corrientes y Esmeralda" versi ricchi di LUNFARDO


Mano a mano

Mano a mano

[ Parole di C.E. Flores /Musica C.Gardel 1920 ]

Rechiflao en mi tristeza

hoy te evoco y veo que has sido

en mi pobre vida paria

solo una buena mujer.

Tu presencia de bacana

puso calor en mi nido

fuiste buena, consecuente

y yo sé que me has querido

como non quisiste a nadie,

como non podrás querer.

Se dio el juego del remanye

cuando vos, pobre percanta,

gambeteabas la pobreza

en la casa de pensión.

Hoy sos toda una bacana,

la vida te rie y canta

los morlacos del otario

los jugás a la marchanta

como juega el gato maula

con el misero ratón.

Hoy tenés el mate lleno

de infelices ilusiones

te engrupieron los otarios,

las amigas, el gavion.

La milonga entre magnates

con sus locas tentaciones

donde triunfan y claudican

milongueras pretensiones

se te ha entrado muy adentro

en el pobre corazon.

Nada debo agradecerte,

mano a mano hemos quedado

no me importa lo que has hecho,

lo que hacés ni lo que harás

los favores recividos

creo habértelos pagato

y si alguna deuda chica

sin querer se me ha olvidado

en la cuenta del otario

que tenés se la cargás.

Mientras tanto que tus triunfos,

pobres triunfos pasajeros

sean una larga fila

de riquezas y placer

que el bacán que te acamala

tenga pesos duraderos

que te abrás en las paradas

con cafishios milongueros

y que digan los muchachos

" es una buena mujer"!

Y mañana cuando seas

descolado mueble viejo

y no tengas esperanzas

en el pobre corazón

si precisas una ayuda,

si te hace falta un consejo

acordarte de este amigo

que ha de jugarse el pellejo

pà ayudarte en lo que pueda

cuando llegue la occasión.

 

Mano a mano

[ libera traduzione]

Disperato nella mia tristezza

oggi di ricordo e vedo che sei stata

una buona compagna

nella mia povera vita.

La tua fattiva presenza

ha dato calore al mio nido

sei stata accondiscendente

e so che mi hai amato

come non hai mai amato nessuno,

come non potrai più amare.

 

Poi avvenne la rivincita

quando tu, povera ragazza,

volesti fuggire dalla povertà

della stanzetta in pensione.

Oggi sei una padrona,

la vita ti ride e ti canta

i quattrini del merlotto

te li giochi senza ritegno

come gioca il vile gatto

col povero topolino.

 

Oggi hai la testa piena

di illusioni infelici

ti ingannarono gli stupidi,

le amiche e il protettore.

La milonga coi potenti

con le sue folli tentazioni

dove trionfano e crollano

le banali aspirazioni

sono entrate nel profondo

del tuo povero cuore.

Di nulla devo ringraziarti, siamo pari

non mi importa ciò che hai fatto,

ciò che fai o quello che farai

credo di averti pagato

tutti i favori ricevuti

e se mi sono dimenticato,

senza volerlo, qualche piccolo debito

mettilo in conto allo scemo

che ti sta accanto!

Ti auguro che i tuoi trionfi,

poveri trionfi passeggeri,

siano una lunga fila

di ricchezze e piacere

che il boss che ti mantiene

abbia soldi in abbondanza

che ti possa pavoneggiare

coi magnaccia milongueri

e che dicano i ragazzi :

" E' una bella donna!"

E domani quando sari

una povera vecchia malridotta

e non avrai più speranze

nel tuo povero cuore

se desideri un aiuto,

se hai bisogno di un consiglio

ricordati di questo amico

che si giocherà la pelle

per aiutarti come può,

quando arriva il momento.

 

Lunfardismi di Mano a mano

de bacana = risoluta,fattiva
consecuente = accondiscendente
remanye = rivicita
percanta = ragazza
bacana = gran signora
morlacos = quattrini
otario = merlo, scemo
a la marchanta = buttati per aria, senza ritegno
maula = vile
mate = testa ( metaforicamente; con riferimento alla forma rotonda del mate)
engrupieron = ti ingannarono
otarios = stupidi, tonti
gavion = protettore
milongueras pretensiones = banali aspirazioni
acamala = mantiene
cafishios = magnaccia
mueble viejo = donna vecchia, malridotta




Muchacho 1926

[ Parole di C.E. Flores /Musica E. Donato 1926 ]



Muchacho

 

Muchacho, que porque la suerte quiso

vivís en un primer piso

de un palacete central,

que vicios y placeres

para farras y mujeres

disponès de un capital.

Muchacho, que no sabés el encanto

de haber derramado llanto

sobre un pecho de mujer

y no sabés qué es secarse

en una timba y armarse

para volverse a meter.

Que decís que un tango rante

no te hace perder la calma

y que no te llore el alma

cuando gime un bandoneon;

que si tenés sentimiento

lo tenés adormencito

pues todo lo has conseguido

pagando como un chabon.

Decime, si en tu vida pelandruna

bajo la luz de la luna

o si no bajo un farol,

no te has sentido poeta

y le has dicho a una pebeta

que ella es más linda que el sol.

 

Decíme, si conocés la armonia

la dulce policromia

de las tardes de arrabal,

cuando van las fabriqueras

tentadoras y diqueras

bajo el sonoro percal.

 

Muchacho

[ libera traduzione]

Ragazzo, solo perché la sorte lo volle,

vivi al primo piano

di un palazzotto centrale

per i tuoi vizi e piaceri,

per le tue baldorie e per le donne

disponi di un capitale.

 

Ragazzo che non conosci l'incanto

di aver versato pianto

sul petto di una donna

e non sai cosa significa

perdere tutto in un colpo solo

e armarsi per ricominciare.

Che dici che un vecchio tango

ti lascia indifferente,

che non ti piange l'anima

quando geme un bandoneon.

Se hai un sentimento

lo hai certo addormentato

giacché tutto hai pagato come un minchione.

Dimmi se nella tua vita da pelandrone,

sotto la luce della luna

o sotto un lampione

non ti sei sentito poeta

e non hai detto a una ragazza

che ella è più bella del sole.

 

Dimmi se conosci l'armonia,

la dolce policromia

delle serate di periferia

quando è musica il fruscio

delle gonne delle operaie

che pavoneggiandosi vanno

con incedere provocante.


Lunfardismi di Muchacho

pá [apocope di para ]= per a
farras = baldorie
timba = bisca clandestina
rante[ apocope di atorrante] = antico
chabon = minchione
pelandruna = da pelandrone
pebeta = ragazza
arrabal = quartiere di periferia
fabriqueras = operaie
diqueras = orgogliose, che ostentano
percal = tela di modesta qualità che si usava per confezionare i vestiti delle donne umili
.

 




Corrientes y Esmeralda 1934

Corrientes e Esmeralda sono i nomi di due grandi arterie stradali di Buenos Aires.
Questo brano è un piccolo affresco dell'incrocio di queste due strade ch'era luogo di vita nella città all'inizio del secolo scorso.


Avenida Corrientes nel 1936

Avenida Corrientes oggi



Corrientes y Esmeralda

1934

Amainaron guapos junto a tus ochavas

cuando un cajetilla los calzò de cross

y te dieron lustre las patotas bravas

allá por el año.......noveciento dos...

Esquina porteña vos hiciste escuela porteña

en una melange de caña y gin fizz

pase inglès y monte, bacará y quiniela

borracha de grappa y locas de pris pase inglès

El Odeon se manda la Real Academia

rebotando en tangos el viejo Pigall

y se juega el resto la doliente anemia

que espera el tranvía para su arrabal.

 

De Esmeralda al norte, del lao de Retiro

franchutas papusas caen en la oraciòn

a ligarse un viaje, si se pone a tiro

gambeteando el lente que tira el botòn

En tu esquina un día, Milonguita, aquella,

papirusa criolla que Linning cantò

llevando un atado de roba plebeya

al hombre tragedia tal vez encontrò...

Te glosa en poemas Carlos de la Púa

y Pascual Contursi fue tu amigo fiel...

En tu esquina rea, qualquier cacatúa

sueña con la pinta de Carlos Gardel.


Corrientes y Esmeralda

Libera traduzione:

Se ne andarono i guappi insieme ai tuoi "ochavas"

quando un giovinastro elegante li cacciò via

e ti diedero lustro le squadracce di ragazzi bene..

intorno all'anno ..........." Novecento due"..........

Angolo di Buenos Aires tu hai fatto scuola

in un miscuglio di caña e gin fizz

gioco dei dadi e del monte,

bacarà e scommesse sulla cinquina

sbornie di grappa e qualche sniffata di coca.

All'Odeon si svolge la reale Accademia

mentre dal vecchio Pigall si sentono le note del tango

e si gioca gli ultimi spiccioli la poveretta

che aspetta il tram per tornare al suo arrabal.

 

Al nord di Esmeralda, dal lato di Retiro,

bamboline francesi si mettono all'opera

per agganciare qualche cliente, se passa,

sfuggendo ai controlli della polizia.

In quell'angolo, un giorno, la puttanella

la bambolina creola che Linnig cantò

portando un pacchetto di sigarette popolari,

a volte, incontrò l'uomo tragedia...

 

Ti racconta nei suoi poemi Carlos de la Pùa

e Pascual Contursi fu un tuo fedele amico

Nel tuo incrocio infingardo, poi, qualsiasi stronzetto

sogna con l'atteggiamento di Carlos Gardel.

 

 


 


Lunfardismi di Corriente y esmeralda

amainaron = sparirono
ochavas = piccolo
cross fronte che dovevano avere gli edifici degli incroci
cajetilla = giovinastro elegante
patotas = bande di giovinastri bene.
porteña = relativo a Buenos Aires
melange = miscuglio
caña = bevanda alcolicaottenuta per distillazione di canna da zucchero.
quiniela =gioco clandestino della cinquina
locas de pris = follie con "prese di cocaina
pase inglès = particolare gioco dei dadi
Pigall = vecchio teatro di Calle Corrientes
resto = gli spiccioli
monte = gioco di carte
lao (apocope di lado) = lato
papusas= bamboline di origine francese si mettono
se pone a tiro= all'opera per ingaggiare qualche cliente
gambeteando el lente que tira el botòn=
sfuggendo gli sguardi che lancia il poliziotto
milonguita = puttanella
papirusa criolla = Bambolina creola
atado de roba plebeya = sigarette popolari
cacatúa rea = vagabando stronzetto
pinta = atteggiamento

 




Pascual Contursi

[ 1888 - 1932 ]

La comparsa di Contursi, nel panorama dei poeti del tango, determina, storicamente,l'orientamento della tradizione tanghera verso temi lirici che incorporano la malinconia, la tristezza e la dichiarazione di sofferenza.
I tanghi diventano cosi storie liriche che raccontano di uomini capaci di confessare la tristezza e scoprono il loro tema principale per il futuro : l'amore.


Fumagalli " Jorge Luis Borges e il tango" Milano, NYN ,2003

Bardo popular, guitarrero y autor teatral.
Chitarrista e cantante, figlio di italiani, aveva imparato la versificazione della grandissima tradizione della poesia spontanea e immediata e ad un certo punto (1916-17)cominciò a utilizzare la musica dei tanghi consacrati per affiancarvi la parola. Cantava egli stesso i testi che componeva per tanghi come El cachafaz, Champagne, El matason, accompagnandosi con la chitarra.


Ma fu coi versi scritti per il tango "Lita" di Samuel Castriota che Contursi definì il tono che caratterizzerà il tango-canzone. A questo testo non manca la pennellata romantica, la capacità di creare un'atmosfera conl'efficace uso del lunfardo. I versi di Contursi danno a questo tango ribattezzato "mi noche triste" una profondità e una drammaticità che lo trasformano nell'essenza della poesia popolare. A partire dal 1917, fu tale la rivoluzione provocata dal tango cantato che cominciarono a moltiplicarsi i parolieri che ripetevano il procedimento di Contursi adattando i loro versi alle composizioni musicali consacrate. Era l'epoca in cui il teatro popolare rioplatense godeva di un successo insolito e ciò serviva da cornice eccellente per il debutto di tanghi-canzone

(Flores Rafel "Il tango e i suoi labirinti" Milano,NYN, 2002

Contursi è una delle figure più importanti del tango non già perchè ha invetato la Letra (il testo) che già esisteva, né perché ha inventato il tango-canciòn che già era stata una creazione di Enrique Delfino e Samuel Linnig. L'importanza di Contursi consiste nel fatto che egli fu colui che espresse il nuovo porteño che non era più il compadrito con l'aria da chulo (protettore) ma il figlio degli emigranti con la tristezza dello straniero sradicato dalla sua terra.
Contursi è una pietra miliare nella frontiera che separa il tango fachendoso (spavaldo) dal tango sentimentale. Non si vuole affermare che egli sia stato l'unico evento storico e nemmeno che egli abbia creato la tristezza del tango; diciamo che egli fu colui che la espresse per la prima volta con grande bellezza e che continuò ad esprimerla in modo sistematico.
Così importante ci sembra Contursi che riteniamo che la storia del tango non debba essere organizzata col concetto di "guardia vecchia" e " guardia giovane" bensì in "EPOCA PRE-CONTURSIANA" e "EPOCA POST-CONTURSIANA"
Con maggiore precisione : c'è un tango "Villoldeano" ( Angel Villoldo - autore del tango "El choclo" - 1905) (1) o precuntursiano, allegro e compadron (malandrino) che corrisponde alla grande aldea ( villaggio); un tango sentimentale contursiano che è quello della città gringa(2)quello della cosmopoli, infine, un tango che nasce quando si conclude la guardia del '40 ( 3) ed è la "VANGUARDIA".
Quest'ultimo esprime lo stress della vita nella megalopoli e riconosce in Piazzolla la sua figura più rappresentativa.
Riteniamo quindi che intorno a Villoldo, Contursi e Piazzolla si possa elaborare una teoria del tango argentino.

( Gobello Josè, Prologo, Letras de Tango, Buenos Aires, Centro Editor de Cultura Argentina S.A., 1999)

NOTE :
(1) Altre informazioni su Villoldo e il suo tango el choclo potrai trovarle alla pagina "CURIOSITANGO" di questo nostro sito.
(2) Gringo: straniero in generale// italiano//Hablar en gringo. Esprimersi in un linguaggio incomprensibile. Sicuramente viene da griego (greco) che ha dato vita all'espressione hablar en griego: parlare una lingua sconosciuta a tutti. (diccionario del lunfardo)
(3) Guardia del '40 : l'epoca d'oro. Fu il periodo di massimo successo radiofonico, discografico e cinematografico. Fu il decennio in cui si compose, si ballò e si filmò di più sul tango.


Mozo guapo - milonga

Mozo guapo

Musica di Ricardo Tanturi

Parole di Nolo Lòpez

Con un pucho prepotente

acariaciando sus labios

el chambergo levantado chambergo

muy porteño el caminar

la mirada sobradora

negra y revuelta melena

mozo guapo del suburbio mozo

con su pinta sin igual.

Campeòn entre las pebetas

con su verbo tan florido

terror entre los malevos

por su puñal cimbreador

varòn de los empedrados

conocido en los balcones

con pietre preziose incastonate

derecho y sin vuelta de hoja

con alma de payador

Mozo guapo

(Libera traduzione)

Con una cicca prepotente

che gli accararezza le labbra

il cappello a tre quarti ,

l'incedere tipico dell'abitante di Buenos Aires

lo sguardo con aria di sufficienza,

nera e all'indietro la capigliatuta

ragazzo guappo di periferia

col suo aspetto senza eguali.

Campione tra le giovani donne

per il suo lessico fiorito

terrore tra i malvagi

per i suo pugnale scattante

uomo di....

conosciuto nei balconi

di lama dritta con anima di cantastorie.

nota = questo è il personaggio "Villoldiano" !

 

Lunfardismi di Mozo guapo

pucho = mozzicone di sigaretta
levantado = cappello a tre quarti
porteño = relativo a Buenos Aires
sobradora = con aria di sufficienza
guapo = ragazzo guappo
pinta= aspetto, figura, atteggiamento
pebetas= ragazze
malevos= i cattivi, i malvagi, i delinquenti
cimbreador= scattante
varòn de los empedrados= maschio
derecho y sin vuelta de hoja= di lama dritta
payador = poeta spontaneo che si accompagna con la chitarra.

 

 

Mi noche triste

1915

musica di Samuel Castriota/ parole di Pascual Contursi

 

Mi noche triste - 1915

Percanta que me amuraste

en lo mejor de mi vida

dejándome el alma herida

y espina en el corazòn

sabiendo que te quería

que vos eras mi alegría

y mi sueño abrasador

para mi ya no hay consuelo

y por eso me encurdelo me

pà olvidarme de tu amor.

De noche cuando me acuesto

no puedo cerrar la puerta

porque dejàndola abierta

me hago ilusiòn que volvès

Siempre llevo bizcochitos

pà tomar con matecitos

como si estuvieras vos

y si vierras la catrera

còmo se pone cabrera

cuando no nos ve a los dos.

Cuando estoy en mi cotorro

lo veo desarreglado

todo triste, abandonado

me dan ganas de llorar

Me detengo largo rato

campaneando tu retrato

pà poderme consolar.

Ya no hay en el bulín

aquellos lindos frasquitos

adornados con moñitosos

todos del mismo color

Y el espejo està empañado

y parece que ha llorado

por la ausencia de tu amor

La guitarra en el robero

todavía està colgada

nadie en ella toca nada

ni hace su cuerdas vibrar

Y la làmpara del cuarto

tambièn tu ausencia ha sentido

porque su luz no ha querido

mi noche triste alumbrar.


Mi noche triste - 1915

Ragazza che mi hai piantato

negli anni migliori della mia vita

lasciandomi l'anima ferita

e una spina nel cuore

sapendo che ti amavo,

che tu eri la mia allegria

e il mio sogno ardente

per me non c'è più consolazione

e per questo mi ubriaco

per dimenticarmi del tuo amor.

Di notte quando torno a casa

non riesco a chiudere la porta

perché lasciandola aperta

mi illudo che tu ritornerai.

Sempre porto a casa biscottini

per il mate

come quando c'eri tu

e se vedessi il letto

com'è triste

quando non ci vede insieme.

Quando sto in casa

e la vedo cosi disordinata

tutta triste e abbandonata

mi viene un gran voglia di piangere

Rimango a lungo

a osservare il tuo ritratto

per potermi consolare.

Non ci sono più in casa

quei bei barattolini

adornati con nastrini

tutti dello stesso colore

E lo specchio sta appannato

come se avesse pianto

per l'assenza del tuo amore.

La chitarra sta ancora

appesa nell'armadio

nessuna la suona

e fa vibrare le sue corde

E anche la lampada della stanza

ha sentito la tua assenza

giacché la sua luce non ha voluto

illuminare la mia notte triste.

Nota = questo è il personaggio Contursiano!


Lunfardismi di Mi noche triste

percanta = ragazza
amuraste = abbandonasti
vos eras= tu eri
encurdelo= mi ubriaco
matecitos= mate (bevanda simile al te; tipica argentina)
la catrera= il letto
se pone cabrera= sta triste
cotorro= appartamentino
detengo largo rato= rimango a lungo
campaneando= osservando
bulín= appartamentino
frasquitos= barattolini
moñitos= nastrini
cuarto= stanzetta

 

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