Carlos Gardel
El dioso
[ 07/01/1903 - 12/01/1960 ]

Con tu permiso Carlitos……. voy a chamuyar de vos
CARLOS GARDEL è il più grande mito del tango
.El Morocho del Abasto (il moretto dei mercati generali), La Sonrisa, El Mago, El Divo, El Idolo, El Troesma (vesrè di Maestro). El Zorzal Criollo (Allodola Creola), El Rey del Tango, El Cantor del Plata, El Alma Que Canta, e, estremo paradosso, El Mudo. Egli è il cantautore ante-litteram. Ha composto una settantina di canzoni su testi di una decina di diversi autori, molti dei quali convenzionali e deperibili. La sua musica scavalca la portata dei testi e la sua interpretazione vocale è ancora superiore alla musica. La sua voce è inconfondibile come la sua figura, è pastosa, esattissima; il fiato sempre sapientemente amministrato gli fa ottenere il legato totale.
Una tecnica formidabile gli permette di sfruttare al massimo la sua voce nonostante le carenze dei primi impianti di registrazione. Utilizza anche il sorriso ai fini della musica per rendere duttile il fraseggio. Certe peculiarità di pronuncia (quando dice targo invece di tango, carto invece di canto, vertanita invece di ventanita) non sono solo vezzi ma necessità di accompagnare gutturalmente il suono che, con la nasalità della enne si sarebbe interrotto.
Gardel stabilisce uno stile di canto basato sulla capacità di comunicare un testo. sottolinea aggettivi e avverbi caricandoli di senso. Il suo percorso umano è ricco di lacune, inesattezze e contraddizioni ed egli stesso ha alimentato i misteri. L’ipotesi più probabile è che egli nasce nel dicembre del 1884 o 1887 nella fattoria Santa Blanca della cittadina uruguayana di Tacuarembò. Mai iscritto all’anagrafe perché figlio naturale del colonnello Carlos Escayola e di Maria Lelia, sua cognata minorenne e sua figlioccia. Il colonnello sposerà poi Maria Leila dopo essere rimasto vedovo della prima moglie Clara e della seconda moglie Blanca; tutte e due sorelle di Maria Lelia e tutte figlie del console italiano Giovanni Battista Oliva e di Juana Sghirla, argentina.
Cresce con le donne di servizio della fattoria e in seguito con tale Berthe Gardes ( ) che lo porta a Montevideo. Con la Gardes il colonnnello Escayola stringe un patto davanti al notaio per cui la obbliga a tenere Carlitos a Buenos Aires dietro compenso di una lauta somma. Carlitos frequenta saltuariamente la scuola; ottiene pessimi voti e molti richiami per cattiva condotta e piccoli reati. Lavora come canillita vendendo giornali per strada. [questo termine lunfardo( anche caniyita) cominciò a circolare all’inizio del secolo scorso e designava i ragazzini di famiglia misera che vendevano la loro mercanzia per le strade, i bar o appesi alla tamvia. Era una scena quotidiana vederli così magrolini, mal vestisti, con ciabattine o a piedi scalzi, mostrando, sotto i pantaloni corti, le gambette magre che evidenziavano le ossa ovvero le tibie (canillas) ] Guadagna qualche soldo all’ippodromo del quartiere Palermo, fa la comparsa di teatro lirico e non perde occasione per farsi dare lezioni di canto; si produce nei comitè politici e nelle case da gioco.
Carlitos sembra spinto dall’ansia di rivalsa verso suo padre, bravo cantor e suonatore di chitarra, protettore di artisti e fondatore di un teatro a Tacuarembò.
Nel 1905 viene condannato per recidività e sconta due anni di reclusione nel penitenziario di Ushuaia.Nel 1911 i suo fans lo fanno incontrare con un altro cantante, Josè Razzano detto El Oriental in una sfida che segna l’inizio di un brillante sodalizio artistico. Il duo Gardel-Razzano debutta nel cabaret Armenonville di Buenos Aires e nel 1913 inizia a incidere dischi.
Durante una loro tournée in Brasile, sulla nave “Infanta Isabel” viaggia Enrico Caruso: Gardel si fa ascoltare e il grande tenore esprime un giudizio lusinghiero sulla sua voce. Al Palace de Glace di Buenos Aires, un giorno di dicembre 1915, mentre festeggia il suo compleanno (quale ?) con una combriccola di amici, un tale Roberto Guevara Lepe gli spara una pallottola che porterà sempre alloggiata nella pleura. Nel 1917 La Nacional, nuova impresa fonografica e discografica argentina di Max Glicksmann, sceglie come suoi artisti esclusivi Roberto Firpo e la sua orchestra e il duo Gardel-Razzano; il primo tango inciso da Gardel (e da solo) è Mi noche triste.
E’ del 1920 il suo primo documento che attesta la nascita uruguayana: il cognome è ancora Gardes, come quello di Berthe. Gli stessi data anagrafici figureranno sulla carta di cittadinanza argentina che otterrà nel 1923. Nel 1925 inizia a comporre: Razzano, per seri problemi di afonia e interventi alla gola, lascia il duo e diventa il suo amministratore.
Gardel arriverà a registrare in totale quasi ottocento brani. Le sale cinematografiche e i teatri si contendono la sua presenza. Successo impareggiabile sia per i dischi che per il cinema: dieci cortometraggi e nove film.
Nel 1930 costituisce un fecondo binomio con Alfredo Le Pera autore delle sceneggiature dei suoi film e delle parole delle sue ultime canzoni.
Proprietario di due scuderie e di cavalli come il celebre Lunatico, diventa amico intimo dei fantini Francisco Maschi e Ireneo Leguisamo ; questi alle domande intese a far luce su certi misteri relativi alle origini dell’amico, risponderà invariabilmente che si porterà nella tomba tutto quanto Gardel gli ha chiesto di non rivelare. Nel 1931 Armando Delfino sostituisce Razzano assumendo anche l’incarico di consulente artistico e rappresentante legale; convince Gardel a fare testamento olografo dove figuri il piccolo cambiamento del cognome, con la elle finale invece della esse, nomina ereditiera universale sua madre (?) Berthe.
Era in Colombia, quasi alla fine di una lunga tournée per l’America Latina e aveva appena concluso un recital cantando il tango Tomo y Obligo. All’aeroporto di Medellìn il suo aereo, mentre si preparava a decollare, va a scontrarsi con un altro fermo sulla pista coi motori accesi.
Carlos Gardel muore carbonizzato. E’ il 24 giugno 1935.
Diverse testimonianze concordano in affermare che la fattoria degli Escayola era un andirivieni di gente che, sospeso il tabù, presentavano le condoglianzze alle famiglia. Nella sciagura perirono anche Le Pera, i chitarristi Barbieri e Riverol e altre tredici persone. I funerali si svolsero al Luna Park di Buenos Aires, uno stadio con 23 mila posti. Il richiamo e il fervore attorno alle spoglie di Gardel sono apoteosici. Ancora oggi Gardel è venerato dalla Patagonia al Bravo: statue con la sue effige, strade col suo nome, ricordi, testimonianze e reliquie. Ogni anno, il 24 giungo, gli si rende omaggio nel mausoleo,al cimitero della Chacarita, provvisto di altoparlanti che diffondono la sua voce.
[Meri Lao "T come Tango" Roma, Melusina Editrice, 1997]
NOTA- tomo y obligo! : In una pulperia (si chiamavano così i negozi ovvero le baracche, ove si vendevano articoli e merci di uso comune come alimentari, bevande, tabacco, stoffe etc.) entra un guappo e si avvicina al bancone ove non è raro che vi sia già qualche altro cliente e con voce alta e provocatoria esclama “ Tomo y obligo !!” che significa : Oste: a me servimi una caña (vedi poesia Corriente y Esmeralda) e tu, malcapitato che mi stai vicino, bevi qualcosa con me. Non è un invito e non c’è alcuna cordialità. E’ fare il guappo, obbligare altri, che magari non ne hanno voglia, a bere in sua compagnia, e caricarsi il costo della bevanda. Un rifiuto a bere equivale ad una grave offesa e la reazione del guappo è: “ mi disprezza?...” Seguono coltellate! Nel testo di Manuel Romero (musica di Gardel ) il personaggio, lontano da casa e senza un amico, invita un vicino a bere e l’unica cosa che pretende e che questi ascolti la sua triste storia di un amore tradito e che segua infine un consiglio “no se enamore…!”
11 DICEMBRE
Anniversario della nascita di GARDEL
a Buenos Aires si celebra il
GIORNO NAZIONALE DEL TANGO
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VIDEO di GARDEL nel WEB
(clikka sull'immagine)
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Carlos Di Sarli
El señor del Tango
[ 07/01/1903 - 12/01/1960 ]

Da ragazzo studia pianoforte orientato alla musica classica ma, all'età di 13 anni, gettando nello sconforto genitori e professori, inizia a interessarsi al Tango.
Nel 1919 forma la sua prima orchestra e suona in una Cafiteria della sua città natale : Bahia Blanca. Nel 1923 con suo fratello Roque, giunge a Buenos Aires. Ai suoi esordi è evidente l'influenza di Osvaldo Fresedo ma, quando raggiungerà la sua maturità artistica il suo stile sarà inconfondibile. Il suo particolare modo di scandire il ritmo conferisce alle esecuzioni un andamento solenne.
Nessuno come lui ha saputo coniugare la cadenza ritmica del Tango con una struttura armonica e ciò lo rende difficilmente collocabile in una delle due correnti nelle quali per tradizione si riconoscono i musicisti del tango : quella conservatrice e quella evoluzionista.Il suo stile si afferma negli anni '40 - lascia grande spazio ai violini nella parte melodica; il bandoneon è lasciato inspiegabilmente in secondo piano, limitato alla sezione ritmica, mai una variazione, poche frasette rubacchiate qua e là. - impiego dell'unissono.
La sua produzione è di rango classico dotata di grande eleganza. Dal suo pianoforte al quale riservava importanti passaggi di raccordo Di Sarli conduceva l'orchestra e il suo poderoso pianismo si rivela in tutta la produzione e in particolare nei brani A la gran muñeca (Ventura-Oses), Champagne Tango (Aroztegui), Comme il faut (Arolas
Alla fine dei '30 e nei primi del '40 neppure Di Sarli riesce a sottrarsi al darienzismo dilagante e infatti anche le sue esecuzioni ne denunciano l'influsso con un'accelerazione distintamente avvertibile. Ma già a metà della decade e nella successiva il suo stile personalissimo riprende il sopravvento restituendoci il ritmo molto trattenuto che tutti conosciamo.
Va ricordata l'attenzione che Di Sarli ha avuto nei confronti del canto. Molti brani da lui registrati sono interpretati da cantanti famosi come Roberto Rufino, Ernesto Famà, Oscar Serpa e Jorge Duràn.Il contributo di Di Sarli alla composizione non è importante ma alcuni suoi famosi brani come Bahia Blanca, dedicato alla sua città natale e Milonguero viejo, dedicato a Osvaldo Fresedo, sono ancora oggi dei grandissimi successi.
Animo generoso, offriva buona parte dei suoi diritti d'autore alle istituzioni filantropiche per l'infanzia, L'aiuto dato agli orfani di guerra italiani gli valse l'ordine di commendatore.
NOTA - darienzismo (con riferimento a Juan D'Arienzo) = uno stile ben marcato ovvero un'accentuazione ritmica il cui valore metronomico della sua pulsazione è costantemente a 120 cioè il doppio del minuti secondo.
[ BRUNAMONTI Marco - Il Tango, musica e danza -Auditorium Ed., - Milano 2002]
[ LAO Meri, T come Tango, Melusina Ed., Roma 1996 ]
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Juan D'Arienzo
El rey del compàs
[ 1900 - 1976 ]

Nasce a Buenos Aires il 14/12/1900, violinista come formazione musicale, fino alla sua maturità, intorno ai 35 anni, svolse un'attività di musicista prevalentemente di teatro, facendo parte di quelle orchestrine anonime che accompagnavano musicalmente i sainetes.
Lo scenario che si presentava a metà degli anni '30 nell'ambito della musica rioplatense era caratterizzato dalla presenza delle due tradizionali correnti, quella conservatrice (Firpo e Canaro) e quella evoluzionista (De Caro e seguaci). Entrambe queste correnti avevano assunto una pulsazione ritmica abbastanza lenta; inoltre il ruolo del cantante andava acquistando sempre maggior spazio sicché, in parte per per ascoltare le belle voci che si erano andate affermando, in parte per seguire le preziosità strumentali e la ritmica più sofisticata del estilo pausado, la gente aveva finito per rimanere seduta ai bordi della pista ad ascoltare.
L'anno 1935 è l'anno cruciale per il Tango. La morte di Carlos Gardel avrebbe potuto portare alla celebrazione dei funerali del Tango se qualcuno non avesse creato le premesse per uno di quei sussulti che anche in altre occasioni gli hanno ridato la vita.
D'Arienzo, nello stesso anno, inserisce nella sua orchestra il pianista Rodolfo Biagi e fu come un vero colpo di frusta schioccato sulla pista di ballo ! Biagi aveva imposto un ritmo assai più serrato con un valore metronomico a 120 e così il grande circo dei tangueros si rimise in moto. Da quel momento l'orchestra di D'Arienzo ebbe uno strepitoso successo grazie anche alle sue numerose esecuzioni radiofoniche e, anche se alcuni intenditori raffinati lo disdegnavano, folle di ammiratori lo seguivano ovunque.
Il suo era un tango energico e trascinatore che esercitava sui ballerini una vera e propria pulsione; il supporto ritmico costante infondeva sicurezza. Era difficile ( e lo è ancora oggi!) stare fermi se suonava D'Arienzo. Si può affermare che egli riportò il tango dalle orecchie ai piedi! Si stava dunque tornando alla battuta in 2/4 quella della guardia vieja attraverso lo stile bien marcado.
Dal punto di vista strettamente musicale ne risulta una certa omogeneizzazione dei diversi brani e quindi un impoverimento della fantasia e dell'originalità. In registrazioni successive ,e soprattutto negli anni '50 l'orchestrazione di D'Arienzo acquista più inventiva ma il modo di trattare il ritmo rimane sostanzialmente lo stesso anche se nei suoi arrangiamenti si cominciano a sentire pause, sospensioni e altri artifici che stemperano in parte questa specie di ossessione ritmica. ( es. Este es el rey di Emanuel Caballero).
Paradossalmente si può affermare che un atteggiamento conservatore, rivolto al passato e senza alcun apporto tecnico di rilievo è risultato essere l'elemento propulsore di una nuova e feconda fase nella storia del Tango.
D'Arienzo falleciò en Buenos Aires el 14/01/1976.
[ BRUNAMONTI Marco - Il Tango, musica e danza -Auditorium ed., - Milano 2002]
NOTA - sainetes : opera di teatro popolare di carattere giocoso e umoristico
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Ricardo Tanturi
El caballero del Tango
[ 1905 - 1973 ]
Incarna una figura di musicista molto diffusa negli anni '40 : quella di un onesto artigiano al servizio della musica e del Tango.
Pianista, direttore e compositore, nasce, da padre italiano, a Buenos Aires il 27 gennaio del 1905, nel barrio di Barracas, il pù povero e vitale della città. La sua carriera inizia nel '24 suonando nei club e nelle feste di beneficenza ma ciò non gli impedisce di laurearsi in medicina con buoni risultati.
Nel '33 forma la sua prima orchestra che si chiama "Los Indios" in omaggio a una famosa squadra di polo.La sua produzione è prevalentemente destinata all'accompagnamento dei cantanti, infatti le esecuzioni dei brani strumentali sono relativamente assai poche.
I cantanti che più hanno dato lustro alla sua orchestra sono sostanzialmente due: Alberto Castillo (medico ginecologo, al secolo Alberto De Luca) e l'uruguayano Enrique Campos (al secolo Enrique Inocencio Tronconi di Montevideo). Il primo grande comunicatore, personaggio eccentrico sia negli atteggiamenti che nel modo di vestire, dotato di vocalità tagliente e arrabalera; il secondo più sobrio e per nulla ostentato ma con doti vocali assai gradevoli e equilibrate - entrambi accompagnati da Tanturi con estrema correttezza e discrezione.
Negli arrangiamenti da lui proposti non c'è spazio per lunghi assolo strumentali, a parte qualche breve variazione eseguita dai bandoneones, tutto viene giocato su di una equa distribuzione dei compiti senza voli pindarici, ma con una sotterranea vena malinconica di grande poesia.Nella sua vasta produzione discografica Tanturi è rimasto sempre fedele ad uno schema piuttosto comune : una completa esposizione orchestrale seguita dall'intervallo del cantante che esegue strofa e refrain (ritornello), ripresa di quest'ultimo da parte dell'orchestra e conclusione del cantante.
Nei brani di Tanturi, generalmente la cadenza è peculiare: la prima parte è composta da un accordo e la seconda, distanziata da un pausa, da una singola nota del pianoforte.Il suo contributo alla composizione è considerevole : Amigos presente - A otra cosa, chè, pebeta - Pocas palabras - Sollozo de bandoneon - Ese es vos - Mozo guapo - etcE' quello di Tanturi un Tango che si potrebbe definire classico, che si pone tra lo stile di D'Arienzo di cui ammorbidisce le asperità ritmiche e quello di Troilo, di cui non condivide l'estro di certe invenzioni musicali.Molte delle sue registrazioni sono tutt'oggi assai apprezzate e richieste dai tangueros.
Ricardo Tanturi falleciò en Buenos Aires el 24 de enero de 1973
NOTA Barrio /Arrabal = Quartiere periferico abitato a gente umile Cadenza = Successione di accordi che svolge la funzione di conclusione di una frase musicale, di un periodo o di tutto un brano. Nel Tango essa si comporta dal punto di vista come un vero e proprio "segnale di chiusura".
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